LinkedIn lancia i post in collaborazione

LinkedIn sta testando una nuova funzione per creare post in collaborazione: pubblicazioni in cui due o più profili o pagine condividono la paternità del contenuto.
Il meccanismo è semplice. Un singolo post può essere associato a più account e comparire davanti all’audience di ciascun collaboratore. Se hai già usato le pubblicazioni condivise di Instagram, il concetto ti è familiare.
La novità è entrata in fase di test a giugno 2026 con un gruppo ristretto di creator e brand durante il Festival Internazionale della Creatività di Cannes Lions. Per ora non è disponibile per tutti gli utenti, ma LinkedIn ha già annunciato che intende ampliare l’accesso nei prossimi mesi.
Cosa sono i post in collaborazione su LinkedIn
I post in collaborazione su LinkedIn sono pubblicazioni del feed in cui due o più profili o pagine condividono la paternità del contenuto. Questo significa che tutti i collaboratori appaiono come autori e il post raggiunge le rispettive audience.
La differenza rispetto a una normale menzione sta proprio nell’attribuzione. Quando taggi una persona o una pagina, la citi all’interno del post. In un post in collaborazione, invece, quell’account compare come coautore insieme agli altri.
Vale la pena chiarire una cosa: non si tratta degli articoli collaborativi di LinkedIn. I post in collaborazione sono pubblicazioni normali del feed. Gli articoli collaborativi, invece, sono contenuti promossi da LinkedIn con contributi della community, due cose diverse.
Come funzionano i post in collaborazione su LinkedIn
Il meccanismo si basa su un invito:
- Crea la tua pubblicazione su LinkedIn.
- Apri le impostazioni del post e scegli l’opzione per aggiungere collaboratori.
- Cerca il profilo o la pagina con cui vuoi condividere la paternità.
- Pubblica il contenuto. Quando l’account invitato accetta, appare come collaboratore in cima al post.

Finché la persona o la pagina invitata non accetta la richiesta, non compare come collaboratrice nella pubblicazione.
Per le pagine aziendali c’è un passaggio in più. Prima, un super amministratore deve abilitare le collaborazioni sulla pagina. Solo dopo, membri o altre pagine possono comparire come coautori di un post.
Gli amministratori possono anche ricevere una notifica quando arriva un invito a collaborare, a patto che abbiano attivato questo tipo di avvisi. Per ora questa opzione è ancora in fase di distribuzione, quindi potrebbe non essere disponibile per tutti.
Perché i post in collaborazione sono utili per brand e creator
Spesso, il lavoro che c’è dietro a un post su LinkedIn non porta il nome di chi lo ha fatto. Prepari una campagna, partecipi a un lancio, organizzi un evento ,ma alla fine la pubblicazione esce dalla pagina aziendale.
Con i post in collaborazione, questo cambia. Le persone o le pagine che hanno lavorato a quel contenuto possono comparire come coautrici e condividere la pubblicazione con le proprie audience.
E questo si allinea con qualcosa che i dati già confermano: le persone generano più conversazione delle pagine. Secondo lo Studio LinkedIn di Metricool, i profili personali ottengono un engagement rate superiore del 63% rispetto alle pagine aziendali e il 238% in più di commenti per pubblicazione.
Dare un nome e un volto a un contenuto di brand può quindi renderlo più riconoscibile e vicino al pubblico, senza rinunciare alla portata della pagina.
Alcuni casi d’uso concreti:
- Collaborazione tra brand e creator: il creator e la pagina aziendale appaiono entrambi come autori, invece di fermarsi a una semplice menzione.
- Amplificazione dal team: un dipendente può comparire come coautore di un annuncio dell’azienda, dando al contenuto un tono più umano.
- Co-marketing tra brand o professionisti: due aziende, creator o partner possono condividere un lancio, un report o un evento con le rispettive community.
- Recap di eventi: organizzatori, relatori e partecipanti possono portare il contenuto alle proprie audience da un’unica pubblicazione.
Per i team B2B è un modo pratico per unire la portata di una pagina alla credibilità delle persone che ci sono dietro.
Cosa manca ancora da sapere
La funzione è già in fase di test, ma restano alcuni dettagli ancora da chiarire.
Per ora LinkedIn non ha comunicato quanti collaboratori potrà avere una stessa pubblicazione, chi potrà modificare o eliminare il post una volta pubblicato, né se tutti i coautori avranno accesso alle metriche complete.
Resta anche da vedere come avverrà la distribuzione generale e quando i post in collaborazione su LinkedIn saranno disponibili per tutti gli utenti e le pagine.
Prepara la tua strategia su LinkedIn con Metricool
I post in collaborazione non sono ancora disponibili per tutti, ma puoi già prepararti.
Prima di collaborare con altri profili o pagine, conviene sapere quali contenuti funzionano meglio sul tuo account: quali pubblicazioni generano più interazioni, quali argomenti interessano davvero al tuo pubblico e quali formati hanno più margine di crescita.
Con Metricool puoi programmare le tue pubblicazioni su LinkedIn e analizzare le performance di ogni post da un unico pannello.
Così, quando i post in collaborazione arriveranno sul tuo account, avrai i dati per decidere con chi collaborare, cosa pubblicare e come misurare se quella collaborazione ha funzionato.
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