Custom Feeds YouTube: ora l’algoritmo lo scrivi tu

Filippo Scibetta Filippo Scibetta 05 Ottobre 2026

Per anni l’algoritmo di YouTube ha funzionato per deduzione: guardava cosa cliccavi, quanto restavi, cosa riaprivi, e da lì costruiva la tua home page. Il problema è noto a chiunque abbia visto un video di cucina nel 2023 e se lo ritrovi ancora suggerito oggi.

Il 23 settembre 2026, durante l’evento Made on YouTube, la piattaforma ha presentato i Custom Feeds: schede personalizzate che costruisci descrivendo a parole cosa vuoi vedere. Scrivi una frase, Gemini la legge e mette insieme un feed dedicato, che resta fissato in cima alla home page.

È lo stesso movimento che abbiamo già visto su Instagram con “Il tuo algoritmo”: le piattaforme smettono di limitarsi a indovinare e iniziano a chiedere.

Cosa sono i Custom Feeds di YouTube

Un Custom Feed è una scheda personalizzata che compare in cima alla home page, accanto al feed principale. Per crearla scrivi una richiesta in linguaggio naturale in una casella di testo, e Gemini costruisce la selezione di video attorno a quella descrizione.

Gli esempi che YouTube ha mostrato danno un’idea del livello di dettaglio possibile:

  • “Documentari lunghi per la sera”
  • “Podcast video da guardare durante i 30 minuti di treno”
  • “Contenuti leggeri da guardare per rilassarsi”

Il punto interessante è che la richiesta può essere molto articolata. Puoi specificare cosa deve contenere il feed, cosa escludere, cosa mettere in cima e con che criterio. Non è una categoria preimpostata da selezionare: è una descrizione che scrivi tu.

Come funzionano nella pratica

  • Scrivi un prompt che descrive il tipo di contenuto che vuoi
  • Gemini costruisce il feed interpretando la richiesta
  • Il feed diventa una scheda fissata in cima alla home page
  • Si aggiorna da solo con nuovi contenuti pertinenti
  • Puoi salvarne diversi per interessi o momenti della giornata differenti

Il feed principale di YouTube resta dov’è. I Custom Feeds lo affiancano, non lo sostituiscono. Apri l’app e scegli in quale entrare a seconda di cosa stai cercando in quel momento.

Dove e quando sono disponibili

Per ora i Custom Feeds arrivano solo negli Stati Uniti, su web, mobile e TV, a partire da questo autunno. Nessuna data annunciata per l’Europa.

Secondo YouTube la funzione nasce per aiutare le persone a orientarsi in un catalogo che ha ormai superato i 20 miliardi di video. Il problema non è più trovare contenuti, ma trovare quelli giusti nel momento giusto.

Perché YouTube sta dando il controllo agli utenti

I Custom Feeds non sono un’idea isolata. Bluesky ha iniziato a sperimentare i feed personalizzati anni fa, seguita da Threads, Instagram, X e più di recente Spotify. YouTube arriva ultima, ma con la libreria più grande di tutte.

La logica dietro questo movimento è la stessa ovunque: un algoritmo che deduce funziona bene finché non sbaglia, e quando sbaglia l’utente non ha strumenti per correggerlo. Dichiarare esplicitamente cosa si vuole vedere risolve il problema alla radice.

Per le piattaforme c’è anche un vantaggio pratico. Un prompt scritto a mano vale molto più di mille clic da interpretare: è un dato di preferenza esplicito, non dedotto.

Cosa cambia per creator e brand su YouTube

Qui la questione si fa interessante, perché i Custom Feeds cambiano il modo in cui i contenuti vengono trovati.

Il contesto d’uso diventa un criterio di selezione

Gli esempi di YouTube non parlano di argomenti, parlano di situazioni: il tragitto in treno, la sera, il momento in cui si vuole staccare. Se qualcuno costruisce un feed per i 30 minuti di pendolarismo, la durata del tuo video diventa un criterio di ammissione quanto l’argomento.

Vale la pena chiedersi: in quale momento della giornata ha senso guardare i miei contenuti? E quella risposta è evidente dal titolo, dalla descrizione e dalla durata?

I metadati diventano più importanti

Gemini deve capire di cosa parla il tuo video per decidere se includerlo in un feed costruito su una descrizione. Titolo, descrizione, capitoli, trascrizione e sottotitoli diventano il materiale su cui il modello lavora.

Non è una novità assoluta: è la stessa logica della SEO su YouTube, ma applicata a un sistema che interpreta richieste in linguaggio naturale invece di corrispondenze testuali.

Una nicchia definita diventa un vantaggio

Un canale che tratta un argomento preciso ha più possibilità di finire in un feed costruito attorno a quell’argomento. Un canale generalista è più difficile da collocare, perché non corrisponde chiaramente a nessuna descrizione specifica.

È lo stesso dato che emerge dallo YouTube Study 2026: i canali che pubblicano su un tema ben definito crescono più in fretta di quelli che si muovono su più fronti.

I contenuti guardati nei Custom Feeds contano comunque

Un dettaglio operativo che vale la pena segnalare: i video guardati attraverso un feed personalizzato entrano nella cronologia normale e possono influenzare i suggerimenti della home principale. I due sistemi non sono separati, si alimentano a vicenda.

Cosa fare adesso

I Custom Feeds non sono ancora disponibili in Italia, ma la direzione è abbastanza chiara da giustificare qualche aggiustamento in anticipo.

  • Controlla se i tuoi titoli dicono davvero cosa contiene il video. Un titolo costruito solo per il clic rischia di non corrispondere a nessuna descrizione scritta da un utente.
  • Cura descrizioni e capitoli. Sono il materiale su cui lavora Gemini per capire se il tuo contenuto rientra in un feed.
  • Pensa in termini di contesto, non solo di argomento. Durata, tono e momento di fruizione stanno diventando criteri di selezione.
  • Verifica quanto è riconoscibile il tuo canale. Se dovessi descrivere i tuoi contenuti in una frase, ci riusciresti?

Il resto delle novità di Made on YouTube 2026

I Custom Feeds sono l’annuncio più visibile, ma non l’unico. All’evento YouTube ha presentato anche:

  • Ask YouTube, per ottenere suggerimenti contestuali in modo conversazionale
  • Ask Music, lo stesso approccio applicato a un catalogo di oltre 300 milioni di brani
  • Editing conversazionale negli Shorts, con Gemini che modifica i video a partire da istruzioni scritte
  • Miniature generate dall’AI e test A/B sui video
  • Moderazione dei commenti con AI su base volontaria
  • Rilevamento delle somiglianze, per individuare contenuti che usano il volto di un creator senza autorizzazione

Il filo che le unisce è lo stesso: Gemini entra in ogni passaggio della piattaforma, dalla scoperta alla produzione. Tutti i dettagli sono disponibili sul blog ufficiale di YouTube.

Un cambiamento che riguarda tutte le piattaforme

Instagram con “Il tuo algoritmo”, YouTube con i Custom Feeds, Spotify con il Taste Profile. Il modello che sta emergendo è sempre quello: l’utente dichiara cosa vuole, la piattaforma esegue.

Per chi produce contenuti significa una cosa sola: finora bisognava piacere all’algoritmo, adesso bisogna rispondere a una richiesta scritta da una persona. Non è esattamente la stessa cosa e premia soprattutto chi ha le idee ben chiare su cosa fa e per chi.

Lo YouTube Study 2026 è qui

799.718 video analizzati

Scopri cosa funziona davvero su YouTube nel 2026: format, crescita e dati reali.

Articoli correlati

Ir arriba
Send this to a friend