Etichetta AI Instagram: le nuove regole per i profili generati con l’AI

Instagram ha rinnovato l’etichetta dedicata ai creator AI, annunciandolo pochi giorni fa. Il badge si chiama ora “Profilo generato con AI” e stavolta non è solo una questione di nome: chi non lo usa rischia di perdere visibilità.
Cosa cambia con la nuova etichetta AI di Instagram
L’etichetta esisteva già: Instagram la testava da inizio anno. La novità sta nel nome e nelle conseguenze per chi decide di ignorarla.
Da adesso, ogni profilo che presenta una persona generata o costruita in larga parte con l’AI deve avere l’etichetta “Profilo generato con AI”.
Se usavi la vecchia dicitura “AI Creator”, Instagram la rinominerà in automatico e ti chiederà di confermare che sia ancora corretta, oppure di rimuoverla.
Un chiarimento importante prima di allarmarsi: la regola non riguarda i contenuti ritoccati con l’AI.
Se usi l’AI per modificare una foto, sistemare una caption o creare una grafica, non devi fare nulla. L’etichetta serve solo per i profili in cui la persona mostrata non esiste realmente.

Cosa succede se non usi l’etichetta AI su Instagram
I profili con una persona generata dall’AI che non applicano l’etichetta possono subire una riduzione della reach. Instagram individua i profili non etichettati, invia una notifica all’account e lo segnala nello Stato dell’account quando non è più idoneo a comparire tra i contenuti consigliati.
In quel caso hai due possibilità:
- Attivare l’etichetta, così il profilo dichiara di essere basato su AI
- Fare ricorso, se pensi che Instagram abbia sbagliato
Chi applica l’etichetta spontaneamente non subisce nessun calo di visibilità.
Se gestisci un account con un personaggio AI, conviene controllare subito le impostazioni. Meglio muoversi prima che lo faccia l’algoritmo.
Perché Instagram ha introdotto l’etichetta per i profili AI
La novità arriva in un momento in cui distinguere una persona reale da un influencer AI è diventato complicato.
Facebook si è mosso nella stessa direzione introducendo un badge di verifica per separare i profili autentici dai bot. Con generatori di immagini sempre più sofisticati, capire a colpo d’occhio se una persona esiste davvero non è più scontato.
L’etichetta “Profilo generato con AI” nasce per rispondere proprio a questo problema. E c’è un altro dato che spiega la scelta: anche il pubblico sta diventando più diffidente verso i contenuti generati dall’AI.
Il Report AI 2026 di Metricool mostra che la percentuale di professionisti dei social convinti che i contenuti AI rendano meno di quelli tradizionali è quasi triplicata in un anno, passando dal 5% al 14%.
Un cambiamento significativo, soprattutto in un periodo in cui i feed sono saturi di contenuti AI mediocri. Più l’AI si confonde con il resto, più la trasparenza diventa un valore.
Il tempismo coincide anche con una fase difficile per le funzioni AI di Meta, tra cui le polemiche e il ritiro rapido di uno strumento che permetteva di generare immagini partendo da account Instagram pubblici.
Come adeguarsi alla nuova etichetta AI: cosa fare adesso
Se gestisci un account con un personaggio AI, un brand costruito su un avatar o qualsiasi profilo basato su un volto generato, conviene agire subito invece di aspettare la notifica.
Tre cose da fare:
- Controlla se il tuo profilo rientra nei criteri e attiva l’etichetta quando serve
- Non confonderla con le etichette sui contenuti AI. Ritoccare foto, scrivere caption o creare grafiche con l’AI non ti obbliga ad attivare nulla
- Monitora lo Stato dell’account. Se la reach cala all’improvviso su un profilo con una persona generata, verifica se Instagram ha segnalato l’account prima di dare la colpa all’algoritmo
Le etichette di trasparenza si stanno diffondendo su tutte le piattaforme, ma Instagram è la prima a darle un peso reale. Se l’approccio basato sulla reach funziona, è probabile che altre piattaforme lo adottino. Un badge è una cosa, mettere in gioco la visibilità è tutt’altra.