I 10 trend di Instagram che emergono dallo studio Metricool 2026

Filippo Scibetta Filippo Scibetta 17 Giugno 2026

I trend di quest’anno emergono dall’analisi di 24.364.803 post pubblicati da 375.118 account in tutto il mondo. Il segnale più chiaro è uno solo: Instagram sta premiando chi costruisce un rapporto autentico con un pubblico specifico. Cercare visibilità a tutti i costi conta meno di prima.

Nel 2025 si è pubblicato il 24% in più, e reach, visualizzazioni e interazioni sono tutte cresciute. Uno dei motivi è che l’algoritmo ora dà ai contenuti una seconda possibilità, rimostrandoli a chi non aveva interagito la prima volta. I caroselli ne traggono vantaggio in modo particolare: lo stesso post può continuare ad accumulare visualizzazioni nel corso di giorni diversi.

1. Il formato che scegli fa sempre più la differenza

Il video è ormai parte integrante di come funziona Instagram. I Reel performano meglio su quasi tutte le metriche: reach, interazioni ed engagement. L’engagement rate sui Reel è cresciuto del 24,76% nell’ultimo anno – sono l’unico formato in crescita su questo fronte – e i creator se ne sono accorti: i Reel sono stati il formato più usato sulla piattaforma nel 2025.

La situazione con i post singoli e i caroselli racconta però una storia più interessante. Le immagini singole sono ancora il secondo formato più usato, ma i caroselli le battono su ogni metrica. Vengono salvati 9 volte di più e la loro media di visualizzazioni supera anche quella dei Reel, dell’1,69%.

Il confronto con TikTok rende i caroselli ancora più rilevanti. Lo stesso formato ottiene 4,7 volte più visualizzazioni e 5,8 volte più interazioni su Instagram rispetto a TikTok. I Reel invece perdono ancora contro TikTok di circa il 30% sulle visualizzazioni e del 14% sulle interazioni. Il motivo per cui i caroselli funzionano così bene è che Instagram li ripropone a chi non ha scorso fino in fondo la prima volta e così un singolo post continua a raccogliere visualizzazioni nel tempo.

I post singoli hanno ancora senso quando c’è un contenuto che funziona meglio così. I caroselli però meritano più spazio nel mix, soprattutto adesso che l’algoritmo li favorisce.

I caroselli sono più facili da creare con l’agente Claude per i caroselli di Metricool

Più visualizzazioni passano quasi sempre per i caroselli. Il problema è il tempo che richiedono. L’agente Claude per i caroselli di Metricool gestisce tutto il processo in una conversazione con Claude Code: conosce il tuo brand, progetta le slide, scrive la caption e programma il post su Metricool. Tu condividi l’idea, guidi il processo e dai il via libera a ogni passaggio.

I Reel si allungano e le persone continuano a guardarli

Il tempo medio di visione di un Reel è cresciuto del 117% rispetto al 2025, su ogni dimensione di account. Le persone guardano più Reel e li guardano più a lungo.

2. Le condivisioni contano più dei like

Se hai l’impressione di ricevere meno like ultimamente, i dati ti danno ragione. Il quadro varia in base alla dimensione dell’account, ma in generale i like sui Reel sono cresciuti del 16,68%, mentre su post singoli e caroselli sono calati quasi ovunque.

I numeri più significativi sono quelli di commenti, salvataggi e soprattutto condivisioni, tutte metriche in crescita. L’algoritmo le considera molto più dei like.

Le condivisioni sono aumentate su ogni fascia di account, con i salti più grandi tra i profili più piccoli e quelli più grandi. Il picco riguarda i Reel: +67,19% anno su anno. Quando qualcuno condivide il tuo contenuto lo porta a persone che non avresti raggiunto altrimenti e l’algoritmo legge le condivisioni come un segnale forte, spingendo il post ancora più in là.

L’obiettivo è creare contenuti che le persone vogliano mandare a qualcuno. È lì che sta la crescita adesso.

3. Le caption fanno il lavoro che una volta facevano gli hashtag

Gli hashtag stanno perdendo peso. I post con hashtag ottengono il 31% di visualizzazioni in meno e il 33% di interazioni in meno rispetto a quelli senza. È una correlazione, non una causa dimostrata, ma la direzione è chiara.

Alcune scelte recenti di Instagram spiegano il cambiamento: a dicembre 2024 ha rimosso la possibilità di seguire gli hashtag, a fine 2025 ha limitato i post a cinque hashtag e ha iniziato a indicizzare le caption per parola chiave. Da luglio 2025, i post pubblici di Instagram compaiono anche nei risultati di Google e Bing.

Le caption funzionano ora come testo indicizzabile, dentro e fuori Instagram. Scrivile con le parole che il tuo pubblico userebbe davvero per cercare quel contenuto. Uno o due hashtag pertinenti bastano, quelli generici non servono più a niente.

4. Le Storie generano più conversazioni che reach

La reach delle Storie è praticamente ferma: impression –1,48%, reach –1,77%. Le risposte invece sono cresciute dell’88% anno su anno. Le persone le guardano anche più a lungo (gli abbandoni sono calati del 6%) e gli account pubblicano meno Storie complessivamente (–7,6%) ottenendo però di più da ciascuna.

Il pattern vale per tutte le fasce. Gli account più piccoli hanno visto le risposte più che raddoppiare (+107%), come quelli con oltre un milione di follower (+101%). I profili enormi hanno ridotto le Storie solo del 2,88%, il taglio più contenuto tra tutte le fasce, a conferma che le considerano ancora uno strumento che vale la pena usare.

Le Storie che funzionano meglio sono quelle che invitano a rispondere: sondaggi, domande, sticker interattivi. Servono a dialogare con chi già ti segue, non ad attrarre nuove persone.

5. Scegli il CTA giusto

Se metti una CTA nella caption, sceglila con cura. I dati su cosa funziona sono abbastanza netti:

  • Chiedere commenti li triplica: +203%
  • Chiedere salvataggi quasi li raddoppia: +92%
  • Chiedere like fa perdere like: –4,9%

I post con una domanda nella caption ottengono in media il 37% di commenti in più. Il motivo è semplice: i like sono una risposta spontanea, commentare o salvare richiede un po’ più di intenzione. I commenti segnalano all’algoritmo un interesse genuito, che continua a spingere il post e questo genera altri commenti..

Smetti di chiedere like. Crea contenuti che valga la pena salvare o commentare, e aggiungi il CTA che ti interessa davvero.

6. Le prime 72 ore decidono tutto

Il 70% delle visualizzazioni totali su Instagram avviene nei primi tre giorni. Dopo, le performance scendono in fretta.

Per i Reel, i giorni da 1 a 3 valgono il 65% delle visualizzazioni e il 61% delle interazioni. Per post e caroselli la quota sale al 76% delle visualizzazioni e al 75% delle interazioni. Il solo primo giorno rappresenta circa il 30% delle visualizzazioni totali di un Reel e il 44% di quelle di un post statico.

Vale la pena pianificare con attenzione le prime 72 ore. Condividi il post nelle Storie, rispondi subito ai commenti, mandalo direttamente a chi può trovarlo utile. I post che decollano in ritardo sono l’eccezione, non la regola.

7. Le menzioni aiutano soprattutto i piccoli account

Taggare un altro account aumenta la reach, ma di quanto dipende molto dalla dimensione del profilo:

  • Minuscoli (sotto i 2K): +108% reach, +167% commenti
  • Piccoli (2K–10K): +37% reach, +174% commenti
  • Medi (10K–100K): +31% reach, +166% commenti
  • Grandi (100K–1M): +9% reach, +73% commenti
  • Enormi (oltre 1M): +4% reach, +16% commenti

Il vantaggio sulla reach si riduce rapidamente sopra i 100K follower. I commenti invece crescono su ogni fascia, anche per gli account più grandi.

Sotto i 10K follower, menzionare account pertinenti è uno dei modi più diretti per aumentare la visibilità. Per chi ha già un pubblico ampio il beneficio è minore, ma le menzioni restano utili per aprire conversazioni.

8. La frequenza giusta dipende dalle dimensioni del profilo

Non esiste una risposta valida per tutti su quante volte pubblicare. Dipende dalla dimensione del tuo account:

  • Piccoli (2K–10K): picco di interazioni con 7–14 post a settimana
  • Medi (10K–100K): picco con 14–30 post a settimana
  • Grandi (100K–1M): rendono di più per post quando pubblicano con meno frequenza
  • Enormi (oltre 1M): chi pubblica meno di una volta a settimana ottiene quasi 6 volte più interazioni per post rispetto a chi pubblica ogni giorno

Con un pubblico grande, pubblicare tanto finisce per disperdere l’attenzione invece di concentrarla. Gli account piccoli crescono con la costanza. Quelli grandi ottengono di più rallentando.

9. Meglio una nicchia che un pubblico generico

Gli account che emergono nello studio hanno tutti lo stesso schema: hanno scelto un pubblico molto preciso e un argomento molto specifico e i loro numeri sono ben al di sopra della media della loro categoria.

Alcuni esempi concreti:

  • Ryan Hall Y’all (meteo): 35 volte più interazioni rispetto ad account simili
  • ThatTileChick (tutorial posa piastrelle): 26 volte la reach media nella sua categoria
  • Modesty Yacht Carpentry (piccola impresa): 145 volte la media di visualizzazioni nella sua categoria
  • Odd Sox e Autry Global (moda): 10 e 18 volte le interazioni medie di categoria

Questi account sanno esattamente a chi parlano e non cercano di piacere a tutti, ed è esattamente questo il punto. Una community di nicchia che sa perché ti segue vale più di qualsiasi inseguimento della reach.g reach.

10. Gli orari migliori per pubblicare

Gli orari contano ancora, anche con l’algoritmo che fa sempre più lavoro per rimostrare i contenuti. In media, nello studio, la fascia 19:00–21:00 registra il maggiore engagement, qualsiasi giorno della settimana. È quando la maggior parte delle persone è fuori dal lavoro, ha il telefono in mano e più tempo per fermarsi su quello che vede.

Questi dati vengono direttamente dall’API di Instagram e riflettono l’attività reale, non supposizioni. Sono però medie globali: il tuo pubblico potrebbe avere abitudini diverse. Un account B2B avrà picchi diversi da quelli di un creator nel fitness i cui follower aprono Instagram appena svegli.

Il modo migliore per trovare la tua finestra è controllare le analytics in Metricool, che mostrano quando i tuoi follower sono più attivi. Pubblica nei momenti di picco del tuo pubblico, funzionerà molto meglio di qualsiasi consiglio generico.

L'Instagram Study 2026 di Metricool è qui

25 milioni di post analizzati

Abbiamo studiato cosa funziona davvero su Instagram oggi, dai formati agli orari di pubblicazione, per avere un quadro chiaro dello stato attuale della piattaforma.

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